28 luglio 2013

La gallina volante (Anno II, Lettura 61)

Autore: Paola Mastrocola
Titolo: La gallina volante. Lo sguardo tenero e ironico di un'insegnante sul mondo della scuola
Data: 2000
Edizione: Ugo Guanda Editore - Le Fenici Tascabili
Pagine: 215
Prezzo: 7,50 €
ISBN: 88-8246-430-X

Provenienza: biblioteca

Luoghi: Torino
Periodo: contemporaneo
Parola finale: giuro.

Personaggi 
Rita, bidella
La Frabosa, palermitana, insegnante di tedesco
Canaria, insegnante di scienze molto amato dagli studenti
Osterli, insegnante precario
Carla, insegnante di lettere, protagonista, 42 anni
Mario, marito di Carla, insegnante di matematica
Matassa, l'ultima gallina arrivata nel pollaio di Carla
Corvetta, gallina nera
Papera, la gallina volante
Sapone, Pulcinella, Scarabocchio, altre galline
Isidoro, contadino, vicino di casa di Carla e Mario
Mariagrazia Gualtieri, allieva di Carla, fa scena muta durante le interrogazioni
Maurizio Banaro, studente poco diligente
Carla Tannivella detta Tanni, allieva "preferita" di Carla
Michele, ex fidanzato di Carla, ex poliziotto ed ora ingegnere alla Fiat
Federico Lasorgente, studente che fa numerosi errori di grammatica
Barba, segretario della scuola in cui lavora Carla
Marilena, baby-sitter dei figli di Carla e Mario
Benedetta Malaspina, allieva di Carla dai mille impegni
Pedula, vicepreside, ex rappresentante di libri
Lucia e Marcello, figli di Carla e Mario
Cugino Friz, cugino di Mario, dirigente in un'industria tessile
Gabriella detta la Coo, coordinatrice degli insegnanti
France, la collega preferita di Carla
Padre di Carla, postino
Madre di Carla, magliaia
Gabel, psicanalista, amica di Carla e Mario
Cinzia, collega di Mario, insegnante di matematica
Nico detto Nicholson, amico di Marcello
Assarotti, studente che indossa sempre la tuta
Van Arnheim, esperto mondiale di galline, vive in Olanda
Francesco Tanello, esperto italiano di galline
Callegari, studente sull'orlo della bocciatura, figlio della proprietaria di un negozio di biancheria intima
Giampollo, gallo di Carla
I Bozzi, amici di Carla e Mario
Signora Visconti, madre del secchione della classe
Signora Collina, madre di un ragazzo intelligente, ma svogliato di nome Giuseppe
Richetta, ragazzina ribelle
Alex, amico del padre di Tanni, separato, ha due figli piccoli


Il mio voto



Incipit
Salva: niente maturità, non sono in commissione.
Guido piano, mi gusto le curve di questa collina inizio-estiva, fortuna di una scuola fuori città, paesino di cintura: finestrino giù, venticello tra i capelli lato sinistro.
Salva. Non mi hanno beccata
Paola Mastrocola
E penso a un Becco Cosmico che per mia buona sorte in questo momento, credo, era voltato, non m'ha vista, ha beccato altri, mi spiace.


Quarta di copertina
Carla, quarant'anni, insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante di questo romanzo, scandito dai tempi di un anno scolastico. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani che la protagonista deve affrontare (gli allievi, i colleghi, i genitori), ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con un’allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni. Nasce fra loro una complicità che porterà la ragazzina a confessare una difficile situazione famigliare (con la madre che se n’è andata, il padre che ha qualche problema con l’alcol e il fratellino da accudire). Ed è solo con lei che Carla condividerà un progetto apparentemente folle, cui ha dedicato tempo e passione: quello di far volare le galline che alleva nel giardino di casa.
Con questo primo romanzo, Paola Mastrocola si rivela scrittrice ironica e brillante, inventiva e al tempo stesso capace di cogliere il lato amaro della realtà.


Recensione
La gallina volante è un romanzo che racconta la scuola vista attraverso gli occhi di Carla, insegnante di lettere in un liceo. Si compone di tre parti, così organizzate: Prologo, ovvero l'inizio delle vacanze dopo un anno scolastico intenso; Prima parte, ovvero il primo quadrimestre; seconda parte, secondo quadrimestre. Carla racconta gli scrutini, i collegi docenti e le lezioni faccia a faccia con adolescenti svogliati e ribelli; ciò che le importa maggiormente, tuttavia, non è l'insegnamento, ma il suo progetto di allevare galline e di riuscire a farle volare. Carla ama la lettura, ma non il suo lavoro, si lamenta a piè sospinto delle ore extra che le vengono richieste dalla scuola e dell'incubo di essere "beccata" come commissario nominato per gli esami di maturità.
Il romanzo si legge senza problemi, la prosa è leggera e gradevole, purtroppo non altrettanto si può dire della trama e della protagonista: succede poco o nulla, Carla annoia con la sua ossessione inspiegabile per le galline (possibile che il suo unico desiderio sia partecipare ad un concorso?) e persino i "colpi di scena" non hanno alcun fondamento, alcuna spiegazione plausibile, né tanto meno alcuna finalità narrativa.
Anche la conclusione mi ha lasciata basita: che senso avrà?
Un libro scritto bene, ma che infastidisce così come l'intercalare perennemente seccante della protagonista. Voi sopportate chi inizia le frasi con "Bon...", oppure dice "A me mi torna"? Io no!


Brani da ricordare
pag. 28      Il mondo non deve essere dei furbi, no? Se no gli insegnanti cosa ci stanno a fare?

pag. 35       Madre e figlio maschio è incredibile come si somiglino, nel novanta per cento dei casi almeno.

pag. 79       Ma la tivù, la tivù vi fa vedere tante cose, che non sono le vostre, vi mette tutto in fila sul tavolo: le ballerine di Parigi, la guerra in Nigeria, il nuovo governo dell'Ulivo, gli abiti di Ferragamo e lo spazzolino nuovo della Colgate. La tivù vi allarga la conoscenza, e vi distrugge la saggezza.

pag. 94       Scrivere non ha nulla a che vedere col pensare. Scrivere è semplicemente accorgersi di essere attraversati dai pensieri, prenderne atto, e compiere un gesto semplicissimo e quasi meccanico: fermare quei pensieri. 
Il problema è solo lì: i pensieri corrono via, sono come l'acqua di un torrente che non è mai la stessa. Se non la fermate vi scappa via ed è come non ci fosse mai stata.

pag. 130       Forse basterebbe lasciare ai giovani il tempo. Il tempo per leggere, ad esempio.

pag. 169       Il mattino vede la parte migliore di noi: lì siamo come siamo. Al mattino presto, dico: dopo le sette e mezzo siamo già completamente rovinati.

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